giovedì 17 novembre 2011

L'Unione dei Comuni fa la forza: ma solo per Montevarchi e San Giovanni!

L’Unione dei Comuni fa la forza”:
ma solo per Montevarchi e San Giovanni

Circola ormai da tempo la prospettiva di procedere alla costituzione dell’Unione dei Comuni di vallata, l’ennesimo carrozzone a carico dei contribuenti.
Ancor più grave ci appare la posizione dell’attuale amministrazione, che all’insaputa dei cittadini, senza aver mandato in merito, cerca di far digerire tale operazione a cosa avvenuta.
Purtroppo in questi ultimi anni i Comuni di Montevarchi e San Giovanni hanno acquisito un potere decisionale su Terranuova che la relega ad una posizione di subordine. Terranuova è diventata “l’oggetto dei desideri”in virtù di vari aspetti che la caratterizzano:
  • dal potenziale produttivo formato dalle numerose aziende dislocate sul nostro territorio;
  • al cruciale aspetto infrastrutturale come snodo di vallata;
  • dalla possibilità di una forza espansiva di sviluppo d’impresa nei comparti industriali;
  • alla capacità economica del Comune garantite dalle entrate straordinarie dalla discarica oggi elemento di “attrazione” per i vari interlocutori.
  • Proprio queste entrate, se gestite correttamente, consentirebbero a Terranuova di differenziarsi nella qualità dei servizi e delle offerte, evitando i livellamento della qualità dei servizi verso il basso che invece determinerebbe la partecipazione all'Unione dei Comuni. Oltrettutto visto il maggior spessore politico-economico di Montevarchi e San Giovanni, Terranuova rischierebbe di delegare le scelte funzionali amministrative in mano altrui, vedendosi sorpassata nelle priorità di gestione a favore dei due comuni più grandi.
    A motivare le nostre perplessità ricorrono anche le ultime scelte intraprese dall'amministrazione che hanno visto Terranuova soccombere nelle decisioni programmatiche di vallata, basti pensare:
  • alla strada S69 che come primo stralcio progettuale doveva prevedere il tratto casello-Valvigna e che invece è stato stravolto in favore del tratto casello-San Giovanni,
  • o all'area ricompresa tra il casello e la piscina che potenzialmente potrebbe avere uno sviluppo in qualità di polo industriale, ma che rimane ferma al palo grazie ad un patto d'intesa, firmato anche dal nostro Sindaco, che vincola la scelta urbanistica al benestare degli altri comuni.
    Già adesso avvertiamo con apprensione l'ingerenza che hanno le amministrazioni limitrofe sul nostro territorio nonostante sia competenza nostra esclusiva di decidere in merito, figuriamoci dopo con l'entrata nell'Unione dei Comuni come si accentuerebbe il campanilismo che esiste ed esisterà sempre, rimandando ad una unica regia le scelte da effettuare sul territorio. Inoltre rimane la nostra preoccupazione dal momento che, in questo periodo di contingenza con le difficoltà quotidiane che vivono i cittadini, si vada a creare l'ennesimo ente con costi e sovrapposizioni burocratiche in contrapposizione alle nostre proposte di ottimizzazione e snellimento degli apparati comunali.
    Se Teranuova accettasse di entrare nell'Unione sarebbe un palese indice di debolezza del nostro Comune, che invece di imporsi nei tavoli che contano al fine di apportare gli investimenti necessari sul nostro comprensorio in virtù del forte peso imprenditoriale e dei servizi presenti, discarica in primis, rimette a volontà esterne alla nostra città le importanti scelte.
    Noi vogliamo che Terranuova torni ad essere protagonista nelle scelte di sviluppo di vallata, perchè ne ha la forza ed il diritto, senza sottostare a mezzi compromessi che determinano solamente il rallentamento burocratico a favore di pochi.
    Invece di seguire le chimere, sarebbe più opportuno affrontare un sano risanamento della macchina amministrativa al fine di recuperare risorse da investire: Terranuova ha bisogno di essere amministrata bene dai “propri amministratori” e non delegare i compiti e funzioni ad altri.

Gruppo Consiliare Terranuova per la Libertà
Luca Trabucco – Lucia Francalanci – Leonardo Lucacci

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