mercoledì 9 marzo 2011

Power-one e la crisi del sistema impresa

La situazione di incertezza che oggi vive l'azienda Power-One alimenta un senso generale di preoccupazione nel nostro comprensorio, soprattutto nei confronti dei posti di lavoro occupati e dell'indotto che ne deriva. Preoccupazione soprattutto rivolta verso quelle persone che vivono del proprio lavoro all'interno dell'azienda e che oggi attraversano un momento di forte ansia legata alle sorti della Power-One.
Al di là delle semplici appartenenze politiche appare più che significativo una presa di posizione comune a difesa del nostro sistema aziendale e delle prerogative che esso comporta.
Però occorre essere realisti sulla vicenda, poiché fino adesso sembrava che il sistema impresa di Terranuova fosse infallibile, mentre in verità e' un sistema che si regge su alcune grosse aziende di settore che sicuramente, ad oggi, sono indispensabili ma che non risolvono la problematica legata ai posti di lavoro. A sostegno di tale analisi, occorre ricordare che già prima alla fine del 2010, la Power-One aveva iniziato a ridurre il personale interinale non rinnovando i contratti trimestrali.
Contratti trimestrali che devono e dovrebbero essere considerati come elemento di aiuto provvisorio, ma non come soluzione definitiva di tutte le problematiche legate al mondo lavorativo come l'Amministrazione Amerighi ha paventato, perchè comunque con tale tipoligia di contratto veniva assicurato un lavoro ed un relativo stipendio a breve termine, senza garantire una stabilità e una tranquillità sociale dei lavoratori.

Oggi purtroppo le vicende legate alla Power-One , mettono a nudo le palesi difficoltà del nostro sistema impresa di Terranuova, che ostinatamente qualcuno ha continuato ad esaltare.
Terranuova non è un isola felice ove la crisi non ha avuto seguito, basti pensare ai vari settori che oggi si trovano in gravi difficoltà, ma è una città che diversamente da altre realtà con una seria programmazione, che fino adesso è mancata, può ambire a ritornare elemento trainante di tutto il Valdarno. Di tutto ciò l'attuale amministrazione deve fare mea culpa perchè non è esente da responsabilità, in quanto non ha avuto la lungimiranza di provvedere a sbloccare le zone aziendali individuate nel Regolamento Urbanistico che dovevano essere fonte di sviluppo di nuovi posti lavoro, agevolando quelle aziende interessate ad investire nel nostro Comune, oggi al palo, e consentendo una positiva diversificazione d'impresa.

Per tale motivazione auspichiamo una forte presa di posizione da parte di tutti a difesa della vicenda rappresentata dalla Power-One ma allo stesso tempo chiediamo con forza una vera programmazione da parte dell'attuale Amministrazione, finora assente, volta a far partire la nuova zona industriale di Valvigna e la relativa bretella di collegamento al Casello autostradale, opportunità di ulteriore crescita imprenditoriale e del mondo lavorativo nel nostro comprensorio.
Scelte che Amerighi ha sempre demandato ma che oggi diventano indispensabili, sempre che Terranuova sia ancora in grado di decidere per il suo territorio e sempre che questa amministrazione sia in grado di farlo...

09/03/2011 - Gruppo Consiliare TERRANUOVA PER LA LIBERTA'
Luca Trabucco, Leonardo Lucacci, Lucia Francalanci

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