Power – One : la verità è sul piatto
Il Decreto Legge sul fotovoltaico apre una fase delicata che coinvolge la gestione delle aziende che operano nel settore delle energie rinnovabili, in particolar modo la nostra Power-One azienda leader nel settore. Certamente il ricorso agli incentivi ha rappresentato una fonte di opportunità di diversificazione di reddito rivolto ad uno sviluppo sostenibile per tanti soggetti, pubblici e privati, ma non era un segreto di Pulcinella che tale metodologia incentivante con queste caratteristiche, difficilmente avrebbe potuto protrarsi nel tempo per due motivi specifici:
1) gli alti incentivi concessi fino ad oggi dallo Stato Italiano, presupponevano una spesa troppo elevata per i bilanci pubblici, basti confrontare gli incentivi di Francia e Germania, e dovevano avviarsi ad un corretto adeguamento calibrato sulle nostre disponibilità;
2) l'alta redditività degli investimenti aveva favorito la nascita di aziende create appositamente al fine di speculare sugli incentivi statali.
Pertanto che il Governo prima o poi avrebbe rivisto il sistema incentivante era più che prevedibile.
E' opportuno però come forza politica, nello stesso momento in cui esprimiamo la nostra solidarietà e una presa di posizione a favore dei lavoratori della Power-One e del Consorzio Terranuova, i quali giustamente sono scesi in piazza a difesa del proprio posto di lavoro, indicare anche delle possibili strade da percorrere senza scadere nel vuoto proposto dal Pd Terranuovese che ancora una volta è pronto a farsi bello sui problemi altrui, ma incapace di portare avanti una posizione politica seria e ferma sulla materia degli incentivi. In tale senso, il Gruppo Terranuova per la Libertà, basandosi sulla realtà delle cose, e confermando la propria posizione a favore delle energie rinnovabili, esprime sul Decreto suddetto forti perplessità derivanti dall'incertezza sulla durata degli incentivi, ma al tempo stesso crede fermamente nella necessità di adeguare in ribasso gli incentivi odierni ed alzare il tetto massimo di produzione di energia da fonti rinnovabili, come altri stati europei hanno già fatto, agevolando una giusta proporzione tra costo dell'impianto fotovoltaico ed un consono incentivo.
Questo comporterebbe un minor onere per l'investimento a vantaggio di una ridotta incentivazione legata alla spesa pubblica. Allo stato attuale, inoltre, il Governo dovrebbe intervenire allungando il periodo di mantenimento dei vecchi incentivi allo scopo di consentire alle aziende ed ai privati che hanno già avviato gli investimenti ed hanno attinto ai finanziamenti bancari, di collaudare gli impianti.
Occorre, però, essere realisti e precisare, al fine di evitare equivoci che la Power-One realizza commesse a livello mondiale, e che già prima del Decreto Romani, 250 lavoratori dell'azienda in qualità di interinali avevano perso il proprio posto di lavoro. Di fronte a tale perdita di posti di lavoro non abbiamo visto nessuna presa di posizione da parte del PD Terranuovese in difesa dei lavoratori , incapace di aprire un qualsiasi tavolo di discussione con l'azienda stessa, e continuando a vendere fumo enfatizzando il sistema impresa Terranuova come fiore all'occhiello ed esempio di eccellenza, solamente per gongolarsi davanti alla “carovana” del Presidente della Regione Rossi.
Il Sindaco e la maggioranza hanno mostrato una palese incapacità amministrativa sullo sviluppo imprenditoriale, non riuscendo a sbloccare le zone industriali di Valvigna individuate nel pessimo Regolamento Urbanistico, lasciando ferme al palo le aziende che avevano intenzione di investire generando posti di lavoro. Per di più non sono stati capaci di imporre con la forza politica, di cui tanto si vantano, la realizzazione della indispensabile bretella di collegamento tra la SR 69 ed il casello autostradale, fonte ulteriore di innumerevoli opportunità imprenditoriali, liberando la zona dal fantomatico progetto del parco fluviale voluto dal Sindaco e progettato dal nostro “caro” Architetto Casamonti. Si parla della necessaria diversificazione aziendale, di posti di lavoro, o pensate che il Comune possa assumere tutti e magari in qualità di architetti...
Sicuramente da lei Sindaco, non essendo un grande condottiero, non ci aspettavamo la frase “qui si fa l'Italia o si muore ”, ma neanche di vedere “ qui si fa Terranuova con due marciapiedi ”.... a conclusione della sua, e di tutta la maggioranza, irrealizzabile campagna di opere pubbliche... ed ora chi si dovrebbe vergognare quando la verità è messa sul piatto??
16/03/2011- Gruppo Consiliare TERRANUOVA PER LA LIBERTA'
Luca Trabucco- Lucia Francalanci- Leonardo Lucacci
Nessun commento:
Posta un commento